Turi, il veleno delle fake news: “Villa Menelao non c’entra nulla”. Boccardi: «Basta fango, valuteremo azioni legali»
Il nome della storica struttura è stato associato sui social al grave episodio di intossicazione alimentare che avrebbe coinvolto numerose persone a Turi. Ma Villa Menelao, precisa l’amministratore del Menelao Group, non svolge ricevimenti dal 1° ottobre 2025 perché interessata da lavori di ristrutturazione. Michele Boccardi annuncia una linea durissima contro chi ha diffuso il nome della struttura senza elementi a sostegno.
TURI – Una notizia grave, centinaia di persone coinvolte e, nel giro di poche ore, la macchina dei social che parte alla ricerca di un nome. Poco importa, evidentemente, se quel nome sia accompagnato o meno da uno straccio di prova.
È quanto sta accadendo dopo la diffusione della notizia relativa a un vasto episodio di intossicazione alimentare verificatosi a Turi. Mentre si rincorrevano informazioni sulla struttura interessata, sui social qualcuno ha tirato in ballo Villa Menelao, associandola pubblicamente alla vicenda.
Un accostamento che il Menelao Group respinge categoricamente.
A intervenire è il suo amministratore, dott. Michele Boccardi, che chiarisce un dato tanto semplice quanto, a suo giudizio, sufficiente a dimostrare l’infondatezza dell’accostamento: «Villa Menelao dal 1° ottobre 2025 non svolge più ricevimenti ed eventi, essendo interessata da un importante intervento di ristrutturazione. È quindi del tutto estranea ai fatti di cui si sta parlando in queste ore».
Una precisazione che assume particolare peso proprio alla luce di quanto circolato sui social. In alcuni commenti il nome di Villa Menelao è stato indicato come quello della struttura interessata, senza che venissero forniti elementi concreti a sostegno dell’affermazione.
La vicenda pone però una questione che va ben oltre Villa Menelao.
Scrivere il nome di un’azienda associandolo a un fatto potenzialmente gravissimo non è un gioco.
Dietro un marchio ci sono persone, lavoratori, investimenti, una storia imprenditoriale e una reputazione costruita nel corso degli anni. Una frase scritta in pochi secondi su Facebook può essere letta, fotografata, condivisa e rilanciata centinaia di volte, trasformando una supposizione in una presunta verità.
Ed è proprio questo meccanismo che Boccardi contesta con particolare amarezza.
Villa Menelao, peraltro, porta ancora addosso il peso mediatico di una precedente e diversa vicenda, risalente ad anni fa, che ebbe grande risonanza. Proprio per questo, secondo l’amministratore, utilizzare oggi quel precedente per associare automaticamente il nome della struttura a qualsiasi nuovo episodio avvenuto sul territorio sarebbe ancora più grave.
Il passato di un’azienda non può diventare la scorciatoia per attribuirle un fatto nuovo senza verificarlo.
L’amministratore del Menelao Group non nasconde la propria delusione per quanto accaduto e non intende lasciare che la vicenda scivoli via come una normale polemica da social network.
«Sono profondamente deluso dalla leggerezza con cui alcune persone hanno fatto il nome di Villa Menelao senza conoscere i fatti e senza verificare nulla. Un’affermazione pubblicata sui social può provocare un danno enorme a un’azienda e alla sua reputazione. Non intendiamo accettare passivamente che il nostro nome venga associato a vicende alle quali siamo estranei».
E poi l’avvertimento:
«Stiamo valutando ogni iniziativa necessaria a tutela dell’immagine e della reputazione della società, comprese eventuali azioni nelle sedi competenti nei confronti di chi abbia diffuso informazioni false o lesive».
Parole pesanti, ma che raccontano soprattutto la volontà di tracciare un confine.
Informare significa verificare. Commentare significa comunque assumersi la responsabilità di ciò che si scrive.
Quando si parla di salute pubblica, intossicazioni alimentari e responsabilità di strutture ricettive, fare nomi sulla base del “sentito dire” può produrre conseguenze concrete.
La ricerca della verità compete agli organi preposti e le responsabilità, se esistono, devono emergere da accertamenti e fatti verificati, non da una gara sui social a chi indovina per primo il nome della struttura.
Nel caso di Villa Menelao, il Menelao Group mette agli atti un dato preciso: dal 1° ottobre 2025 la struttura non svolge ricevimenti perché interessata da lavori di ristrutturazione.
Per Michele Boccardi la questione, dunque, non riguarda soltanto una smentita.
Riguarda un principio molto più semplice:
la reputazione di un’azienda non può essere sacrificata sull’altare di un commento, di una supposizione o di qualche minuto di notorietà sui social.
E questa volta, avverte l’amministratore, chi ha scritto potrebbe essere chiamato a rispondere di ciò che ha scritto.
Massimo Sportelli
