Il caso Ventura e la “fake news” della festa di Sant’Oronzo a Turi

Durante la scorsa festa patronale di Sant’Oronzo a Turi, tenutasi lo scorso agosto, un episodio apparentemente di poco conto è diventato oggetto di un clamoroso polverone mediatico. A sollevarlo è stata la sedicente giornalista Manila Gorio, la quale — durante la processione del Santo — è intervenuta con microfono e telecamera per denunciare un presunto torto ai danni del sig. Emanuele Ventura, membro dell’associazione Cultura e Armonia e vicino alla società Willy Green Technology.
Secondo la versione della Gorio, il Ventura sarebbe stato ingiustamente spostato dalla prima alla seconda fila del corteo religioso su decisione degli amministratori comunali, i quali avrebbero sostenuto che egli non avesse titolo per occupare un posto d’onore, non figurando nel comitato ufficiale. La Gorio, dal canto suo, si schierò apertamente in difesa del Ventura, sostenendo che egli meritasse il posto in prima fila in virtù di un generoso contributo economico che avrebbe elargito per la festa patronale.
Tuttavia, le verifiche successive raccontano tutt’altra storia.
Da atti ufficiali e fonti riservate risulta che nessun contributo economico da parte del sig. Ventura è mai stato registrato. Dunque, l’intera narrazione diffusa dalla Gorio si fondava su una notizia priva di riscontro, una vera e propria fake news.
Ma non è tutto. Dalle stesse verifiche emerge che Emanuele Ventura non è nemmeno il presidente dell’associazione Cultura e Armonia, come da lui stesso o da altri lasciato intendere: il presidente effettivo è Giovanni Giannandrea, mentre Ventura ricopre soltanto il ruolo di presidente onorario.
Analogamente, per quanto riguarda la società Willy Green Technology, Ventura non risulta essere l’amministratore.
Alla luce di questi fatti, risulta evidente che Ventura non aveva alcun titolo né formale né sostanziale per pretendere un posto in prima fila durante la processione. Anche se avesse effettivamente versato un contributo economico (cosa che non è accaduta), tale gesto non avrebbe comunque giustificato una pretesa del genere: la processione di Sant’Oronzo è un momento di fede e devozione, non un palcoscenico per rivendicazioni personali o mondane.
Questa vicenda, nata da una notizia infondata e amplificata mediaticamente, ha avuto l’effetto di gettare discredito sull’amministrazione comunale di Turi, accusata ingiustamente di favoritismi o scorrettezze inesistenti. Una macchina del fango in piena regola, alimentata da un racconto privo di basi documentali.
A questo punto, la domanda è inevitabile:
Se i fatti dimostrano che non vi è stato alcun contributo, alcun titolo e alcun ruolo ufficiale, perché è stato sollevato tutto questo clamore?
Forse per visibilità personale, forse per screditare qualcuno, o semplicemente per fare notizia a ogni costo. Qualunque sia la risposta, una cosa è certa: la verità, quando emerge, spazza via la polvere delle false accuse.
Massimo Sportelli

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